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lunedì 14 giugno 2010

Severn Suzuky. La ragazzina che zittì il mondo per 6 minuti.

Il valore delle emozioni.
In un video piccolo ed evocativo di tanto tempo fa, del 1992.
Ma le parole non passano mai di moda. Lasciano il segno.

Waka waka, ovvero "people have the power" versione africana.

"Zamina amina. Waka waka"
Ovvero: vieni avanti! fallo!

L'inno ufficiale dei Mondiali 2010 "This time for Africa" non è solo una canzoncina da sederi basculanti e video in cui Grosso segna quel famoso rigore dopo il quale solo abbracci, corse senza meta, caroselli alla Rio. E per noi italiani, in realtà, tanto basterebbe.
"waka waka", a discapito di tutti i forum che la considerano una di quelle "sono solo canzonette" alla Bennato, è una vecchia canzone inneggiante al coraggio e alla volontà di libertà dei popoli africani da tempo (da sempre?) oppressi da una politica violenta e corrotta.
Ecco la versione originale, che si è diffusa, magia delle onde oceaniche, nel continente americano, tra i connazionali di Shakira intenti a manifestare per strada.
Per questo è stata scelta lei, per questo non possiamo che sorridere e metterci a cantare e ballare.
Waka Waka Africa!

Community organizing. Da Miliband alle sezioni "de noantri"

La (comunicazione) politica cambia. Anzi: cresce. Comincia ad assumere una forma e un priflo sempre più definito, chiaro, si professionalizza, emergono ruoli, competenze, saper fare ormai riconoscibili. Nel bene e nel bene (quali sono i mali?) di questo processo di trasformazione culturale vengono fuori stimoli ed impulsi per cambiare modo di rapportarsi con le comunità territoriali, tematiche, generazionali. Con le persone, in pratica, che si raccolgono intorno a "noi" ben definiti, ma non del tutto inglobanti, mai statici.
Ecco il senso del mio pezzo di oggi pubblicato su Ffwebmagazine.

e la politica ricomincia a stare per strada.