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lunedì 14 giugno 2010

Waka waka, ovvero "people have the power" versione africana.

"Zamina amina. Waka waka"
Ovvero: vieni avanti! fallo!

L'inno ufficiale dei Mondiali 2010 "This time for Africa" non è solo una canzoncina da sederi basculanti e video in cui Grosso segna quel famoso rigore dopo il quale solo abbracci, corse senza meta, caroselli alla Rio. E per noi italiani, in realtà, tanto basterebbe.
"waka waka", a discapito di tutti i forum che la considerano una di quelle "sono solo canzonette" alla Bennato, è una vecchia canzone inneggiante al coraggio e alla volontà di libertà dei popoli africani da tempo (da sempre?) oppressi da una politica violenta e corrotta.
Ecco la versione originale, che si è diffusa, magia delle onde oceaniche, nel continente americano, tra i connazionali di Shakira intenti a manifestare per strada.
Per questo è stata scelta lei, per questo non possiamo che sorridere e metterci a cantare e ballare.
Waka Waka Africa!

Community organizing. Da Miliband alle sezioni "de noantri"

La (comunicazione) politica cambia. Anzi: cresce. Comincia ad assumere una forma e un priflo sempre più definito, chiaro, si professionalizza, emergono ruoli, competenze, saper fare ormai riconoscibili. Nel bene e nel bene (quali sono i mali?) di questo processo di trasformazione culturale vengono fuori stimoli ed impulsi per cambiare modo di rapportarsi con le comunità territoriali, tematiche, generazionali. Con le persone, in pratica, che si raccolgono intorno a "noi" ben definiti, ma non del tutto inglobanti, mai statici.
Ecco il senso del mio pezzo di oggi pubblicato su Ffwebmagazine.

e la politica ricomincia a stare per strada.